Nelle scorse settimane ha preso il via la prima fase ufficiale del progetto IN/FORM, che ha visto scendere in campo i primi artisti per trasformare le sedi bergamasche di Madone e Orio al Serio. L’obiettivo è far dialogare la precisione dei sistemi di sicurezza industriale con la libertà espressiva della creatività urbana, ridefinendo il rapporto tra impresa, lavoratori e territorio.

Il primo “evento” espositivo è in programma il prossimo 18 luglio e comprenderà le opere di sei artisti: Letizia Prestipino, Riccardo Ricca, Mattia Bellato, Elisa Veronelli, Alberto Monti e Pietro Vitali.


Gli artisti e le opere: diverse visioni per un unico racconto

Letizia Prestipino (1995) è un’artista visiva italiana che vive e lavora a Milano. Formatasi tra Berlino e Milano, ha studiato Belle Arti alla Universität der Künste e ha conseguito un Master in Pittura all’Accademia di Brera. La sua pratica si è articolata attraverso mostre e collaborazioni in ambito europeo, inserendosi in un contesto di ricerca pittorica contemporanea e di dialogo con diverse realtà artistiche.
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Riccardo Ricca (1996) è un artista visivo la cui ricerca pittorica nasce da un dialogo tra materia e dimensione del sacro. Formato all’Accademia di Brera, indaga il rapporto tra uomo e assoluto attraverso processi pittorici che mettono in relazione luce e oscurità.

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Mattia Bellato (1998) vive e lavora tra Milano e Torino. La sua ricerca artistica si sviluppa a partire dai Graffiti, evolvendosi verso la pittura astratta e la manipolazione di oggetti ready-made. Attraverso questa pratica, costruisce un linguaggio personale che esplora l’estetica del Post-Graffiti e del Post-Vandalismo, riflettendo su questioni urgenti legate alla sovrapproduzione e ai meccanismi della società contemporanea nel contesto urbano.
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Elisa Veronelli (1991) è un’artista visiva originaria di Lecco. La sua pratica artistica si muove principalmente tra pittura, muralismo e installazioni urbane. Partendo dalle trasparenze della pittura ad olio, la sua ricerca si è evoluta nella creazione di composizioni astratte su parete, in cui strati cromatici trasparenti si incontrano e si sovrappongono dando profondità e struttura alla superficie. L’uso del colore è un elemento centrale del suo lavoro. Le tinte utilizzate vengono create e miscelate poco alla volta durante la produzione dell’opera e, in genere, tendono a sintetizzare il cromatismo dell’ambiente circostante e a rendere l’opera armonicamente inserita nello spazio.
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Alberto Monti (1987) è un creativo con un background nel marketing e nella direzione artistica, che ha trovato nella pittura uno spazio di libertà e di espressione autentica. Influenzato dall’ambiente urbano e dalla street culture, utilizza inchiostri e gesti spontanei, ripetuti e primordiali per dare forma al caos interiore. Le sue opere oscillano tra luce e oscurità, gioia e inquietudine, riflettendo la complessità dell’esperienza umana. Attraverso segni e movimenti invita lo spettatore a un viaggio emotivo profondo e personale.
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Pietro Vitali (1991) vive e lavora tra Torino e Milano. La sua ricerca si muove nello spazio di contaminazione tra l’universo naturale e l’essere umano, esplorando il meccanismo conflittuale e la nuova genesi che scaturisce da questo incontro, in una prospettiva tassonomica. Attingendo a fonti di interesse scientifico, elabora queste ibridazioni, evidenziando la tendenza dei processi naturali e artificiali a replicarsi in forme gemelle, per poi farle esistere in una dimensione autarchica.
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